Sei personaggi in cerca d’autore

COME RICONOSCO IL MIO COPIONE DI VITA?

Ogni particolare copione possiede anche un modo tutto particolare di essere vissuto nel tempo. In altre parole le nostre aspettative sul futuro sono fortemente influenzate da come percepiamo la vita e dalla decisione che abbiamo intrapreso fin da bambini.

A differenza dei copioni, che possono essere infiniti, vi sono solo sei modi di vivere il copione nel tempo.
Da grande amante dei classici greci, Berne associò ad ogni processo di copione un mito greco che illustra ciascuno di questi temi:

  1. “Finchè”
  2. “Dopo”
  3. “Mai”
  4. “Sempre”
  5. “Quasi”
  6. “A finale aperto”

Il processo di copione “Finchè

E’ un modo di vivere il copione che tende a giustificare il presente in funzione di un possibile futuro migliore:

  • “Fai il bravo, finisci i compiti e poi potrai giocare”
  • “Non posso divertirmi finchè non ho finito il mio lavoro”
  • “Non può succedere qualcosa di bello finchè non è finito qualcosa di brutto”
  • “Devo capirmi a fondo prima di poter cambiare”
  • “Dopo che sarò andato in pensione potrò viaggiare”
  • “La mia ricompensa è nell’altro mondo”

Copione possibile: il piano di vita di Maria prevede di lavorare sodo tutta la vita per tirare su la famiglia, dopodichè potrà godersi gli anni del tramonto o ricevere in seguito la ricompensa. Si esibisce questo schema persino nella struttura delle frasi che una persona impiega: si inserisce spesso una parentesi. (Credenza\pensiero di fondo: “Devo dire tutto prima di poter concludere”)

Mito di riferimento: l’eroe greco Ercole aveva un copione “Finchè”: prima di poter essere innalzato a semidio doveva portare a termine tutta una serie di ardui compiti; era costretto a compiere imprese colossali prima di raggiungere la felicità.

Il copione “Dopo

E’ sostanzialmente il contrario di “Finchè”, ovvero l’affermazione del fatto che posso permettermi qualcosa ora ma sicuramente la pagherò dopo. Una persona con il modello “Dopo” ha deciso che anche se le cose procedono bene per un certo periodo di tempo, alla fine potrebbe verificarsi un certo evento in conseguenza del quale la persona dovrà incontrare problemi o difficoltà. Frasi tipiche (comincia con una “nota alta”, segue una cerniera “ma”, e la “nota bassa”):

  • “Posso divertirmi oggi ma dovrò pagarlo domani”
  • “Questa è una gran festa. Ma caro mio, dopo che gran mal di testa avrò domani mattina”

Copione possibile: Simona ha deciso che “dopo i quarant’anni si è finiti. Compiuti gli anni, ingrassò, dimenticò il sesso e diventò depressa.

Mito di riferimento: il copione “Dopo” è illustrato dal mito di Damocle il quale mangiava, beveva e se la spassava, ma aveva continuamente sospesa sulla testa una spada appesa a un capello, e una volta che l’ebbe guardata e l’ebbe vista, non poté più essere felice, perché viveva nel continuo timore che cadesse.

Il copione “Mai

Tipico di chi non riesce a ottenere quello che vuole perché in realtà non fa mai nulla per avvicinarcisi. Le persone nel “Mai”parlano, come un disco rotto, in continuazione, dei loro guai ed il giorno dopo ve li ripetono come se fosse la prima volta. Si esprime in frasi sconnesse, con molte digressioni, che non sembrano mai arrivare alla fine, del tipo:

  • “Io non posso avere mai quello che più desidero”
  • “hai sentito di..uhm..hai saputo che, cioè, non dovrei dirtelo, fammi pensare..”

Copione possibile: Paolo non riesce mai a fare o avere ciò che vuole di più. (Messaggio del Genitore: “Non riuscirai mai a niente!”). Ogni giorno Paolo inizia nuovi progetti che non riesce a portare a termine.

Mito di riferimento: il mito a cui si fa riferimento è Tantalo, condannato a stare in eterno in piedi in una vasca piena d’acqua. Da una parte della vasca c’’è del cibo, dall’altra una brocca d’acqua, ma entrambi sono fuori dalla portata di Tantalo, che rimane sempre affamato e assetato.

Il copione “Sempre

Alcune persone sembrano destinate a ripetere sempre gli stessi errori. Una persona con il copione “Sempre” ha deciso che deve continuare a fare la stessa cosa come lavorare, andare in giro senza mai fermarsi, rimanere “sempre” sposata. Chi parte spesso per la tangente cambiando in continuazione discorso è un tipo esempio di “sempre”, ad esempio:

  • “Perché mi succede sempre questo?”

Sebbene non ci sia un modello di frasi definite che indichi un copione “sempre”, si possono prendere in considerazione vocaboli che qualificano con prudenza: “forse”, “a volte”, “può darsi”, “vedremo”, “semmai”, “non sono certa”.

Copione possibile: Carla ha avuto rapporti sessuali nonostante gli ammonimenti dei genitori, è restata incinta, si è sposata e ha deciso di dover vivere per sempre con il suo compagno.

Mito di riferimento: il mito di riferimento è Aracne, che molto brava nel ricamo fu tanto poco saggia da sfidare la dea Minerva in una gara. Offesa, la dea mutò Aracne in un ragno condannato a tessere una tela per l’eternità.

Il copione “Quasi(Prova e Riprova)

Una persona con il copione “Quasi” non raggiunge mai i suoi obiettivi. Alcune persone sembrano destinate a grandi cose, ma ci arrivano sempre “quasi”. La spinta è forte ma manca la decisione finale, probabilmente frenata dalla paura delle conseguenze rivoluzionarie. Le persone nel “Quasi” durante un discorso partono per la tangente, ma concludono il secondo discorso oppure, elogiando una cosa, ne elencano una serie di cose positive, ma aggiungono invariabilmente una negativa alla fine come se l’eccesso dell’elogio fosse insopportabile.

La persona porta “quasi” a termine la comunicazione o trasmette quasi i suoi messaggi. Le frasi sono quasi complete, ma il messaggio non viene inviato del tutto, cosi la persona inizia nuovamente la frase. Ad esempio:

  • “Mi piacciono i tuoi componimenti, i personaggi, l’ambiente ma penso che avresti potuto scegliere un soggetto migliore”
  • Un altro tipo di frasi può indicare che la persona non arriva mai al punto, ma piuttosto inizia da capo partendo da un punto diverso: “Sono contento di vederti qui..Voglio dire che sono sorpreso che sei venuto a trovarmi…”

Copione possibile: nella vita quotidiana, il modello “quasi” è seguito da quella persona che finisce “quasi” il suo lavoro, che guarda quasi tutto il film, ma poi si addormenta sul finale.

Mito di riferimento: il mito tipico è Sisifo, condannato per l’eternità a spingere un grosso masso lungo un pendio. Ogni qualvolta è quasi arrivato in cima perde la presa del masso che rotolava di nuovo giù in basso.

Quasi 2″ : la persona raggiunge effettivamente la cima della collina, ma invece di fermare il masso e sedervicisi sopra con un sospiro di sollievo,si guarda attorno per vedere se trova una collina. Questo copione è tipico delle persone che non si godono il successo ottenuto, ma cercano l’obiettivo successivo da raggiungere.

Il copione “A finale aperto

E’ proprio di una persona che ha sempre aspettato di avere più tempo libero, ma ora invece di goderselo, stranamente si sente a disagio. Il motto è:

  • “una volta arrivato a un certo punto nel tempo, non so cosa fare di me dopo”

Mito di riferimento: ricorda il mito di Filemone e Bauci che accoglievano gli dei nella loro casa (che si presentano sotto forma di stranieri stanchi) al contrario degli altri. Gli dei come ricompensa li tramutano in alberi coi rami intrecciati.

Riferimenti bibliografici:
Ian Stewart, Vann Joines – “L’analisi transazionale”- Guida alla psicologia dei rapporti umani, Garzanti 1987.
Stan Wollams, Michael Brown,”Analisi Transazionale”- Psicoterapia della persona e delle relazioni, Cittadella Editrice, 1985.

I commenti sono chiusi